La presenza di Gal Gadot in Biancaneve non è un semplice cameo: l’attrice interpreta la principale antagonista del remake Disney, la Regina Cattiva Grimilde. Qui chiarisco il suo ruolo, il rapporto con Rachel Zegler, gli autori del film, le differenze rispetto al classico del 1937 e le ragioni delle molte discussioni nate attorno alla produzione.
Gal Gadot è il volto della nuova Regina Cattiva Disney
- Ruolo Gal Gadot interpreta Grimilde, la matrigna e antagonista di Biancaneve.
- Film La versione live action è uscita in Italia il 20 marzo 2025.
- Cast principale Rachel Zegler è Biancaneve, mentre Andrew Burnap interpreta Jonathan.
- Autori La regia è di Marc Webb e la sceneggiatura di Erin Cressida Wilson.
- Genere È un musical fantasy di circa 1 ora e 49 minuti.

Che ruolo interpreta davvero Gal Gadot in Biancaneve
Gal Gadot veste i panni della Regina Cattiva Grimilde, la matrigna che prende il controllo del regno e teme di perdere il proprio potere. La sua ossessione nasce ancora una volta dallo specchio magico, che le rivela come Biancaneve sia destinata a diventare più bella e più amata di lei.
Il personaggio conserva gli elementi più riconoscibili della fiaba, dalla vanità alla mela avvelenata, ma viene costruito anche come una figura politica. Grimilde non è soltanto una donna gelosa della bellezza della figliastra. È una sovrana autoritaria che governa attraverso paura, controllo e culto dell’immagine.
A mio giudizio, questa è la parte più interessante dell’interpretazione. Gadot usa una recitazione molto fisica, fatta di posture rigide, sguardi e gesti teatrali. La scelta funziona soprattutto nelle scene in cui la regina vuole apparire impeccabile, perché il suo bisogno di essere adorata diventa quasi una forma di fragilità.
Perché la Regina Cattiva è centrale nella storia
Nel film del 2025 il conflitto non riguarda soltanto la bellezza. La contrapposizione tra le due protagoniste mette a confronto due idee di leadership. Grimilde cerca obbedienza e ammirazione, mentre Biancaneve impara a guidare gli altri attraverso empatia, coraggio e capacità di ispirare.
La sceneggiatura aggiorna così il rapporto tra matrigna e figliastra. Biancaneve non aspetta semplicemente di essere salvata e non viene definita dal matrimonio con un principe. La sua crescita passa dalla scoperta della propria voce e dalla decisione di opporsi a un potere ingiusto.
Questo cambiamento spiega anche perché il ruolo di Gal Gadot abbia attirato tanta attenzione. L’antagonista ha una funzione più ampia rispetto alla versione animata, ma non sempre il film riesce a darle una profondità proporzionata alla sua importanza. La mia impressione è che il concept della regina sia più forte della scrittura di alcune scene.
Il cast e gli autori che hanno ridisegnato la fiaba
La coppia centrale è formata da Gal Gadot e Rachel Zegler, scelta per interpretare una Biancaneve più attiva e consapevole. Andrew Burnap interpreta invece Jonathan, un giovane ribelle che sostituisce in parte la figura del principe tradizionale e sostiene la principessa nella lotta contro la monarchia.
| Interprete | Personaggio | Funzione nella storia |
|---|---|---|
| Gal Gadot | Regina Cattiva Grimilde | Antagonista e sovrana autoritaria |
| Rachel Zegler | Biancaneve | Eroina e futura leader del regno |
| Andrew Burnap | Jonathan | Alleato di Biancaneve e ribelle |
La regia è affidata a Marc Webb, già noto per The Amazing Spider-Man, mentre la sceneggiatura è firmata da Erin Cressida Wilson. Le nuove canzoni sono state composte da Benj Pasek e Justin Paul, autori legati a importanti musical cinematografici come La La Land e The Greatest Showman.
La scheda ufficiale Disney definisce il progetto un nuovo musical live action del film animato del 1937. Non si tratta quindi di una copia fotogramma per fotogramma, ma di una rilettura che conserva lo specchio, la foresta, la mela e i sette compagni di Biancaneve, cambiando però il peso dei personaggi e il messaggio finale.
Costumi e presenza scenica di Gal Gadot
Il lavoro visivo è una componente essenziale del personaggio. La Regina Cattiva viene associata a toni scuri, verde, viola e nero, in contrasto con i colori più luminosi di Biancaneve e del villaggio. Il costume viola più elaborato comprende un mantello con uno strascico lungo oltre sei metri.
Per il personaggio sono stati creati nove costumi differenti, ciascuno pensato per una fase diversa della sua trasformazione. Anche la corona e i gioielli richiamano il vetro dello specchio magico, creando un collegamento diretto con l’iconografia del film originale.
Vogue Italia ha raccontato che la collana della regina comprende più di 400 pietre. Non è un dettaglio marginale: l’abbigliamento mostra come Grimilde utilizzi la bellezza come strumento di potere e come arma per dominare lo spazio intorno a sé.
Le polemiche attorno al film cambiano la lettura del ruolo
Biancaneve è arrivato al pubblico dopo una lunga serie di discussioni sul casting, sull’aggiornamento della storia e sulla rappresentazione dei sette personaggi della foresta. A queste si sono aggiunte le posizioni politiche pubbliche delle due protagoniste, che hanno influenzato il dibattito mediatico prima dell’uscita.
È utile separare i due piani. Da una parte c’è il film, con le sue scelte narrative e artistiche; dall’altra c’è la ricezione pubblica, che ha trasformato Gal Gadot in una figura ancora più discussa rispetto alla sua interpretazione. Ridurre tutto a una controversia politica, però, significa perdere il punto principale, cioè capire se il nuovo personaggio abbia davvero una forza drammatica.
Le recensioni sono state contrastanti. Vanity Fair Italia ha riconosciuto spessore alle interpretazioni di Zegler e Gadot, pur criticando una storia percepita come troppo costruita. Io leggerei il risultato in modo simile: Gadot è credibile nell’eleganza aggressiva della regina, ma il film avrebbe potuto offrirle dialoghi più incisivi e una motivazione più stratificata.
Vale la pena vedere il film per Gal Gadot
Se l’interesse principale è vedere l’attrice in un ruolo lontano da Wonder Woman, la risposta è sì. Grimilde le permette di lavorare su un registro più camp, cioè volutamente esagerato e teatrale, con una villain che vive di pose, rituali e bisogno di approvazione.
Non consiglierei però il film soltanto aspettandosi una grande prova da antagonista. La presenza scenica c’è, così come un’estetica curata, ma la scrittura non sempre sostiene il potenziale del personaggio. Per me il film funziona meglio come reinterpretazione musicale della fiaba che come studio psicologico della Regina Cattiva.
La pellicola è adatta a chi apprezza i remake Disney, i musical fantasy e le storie in cui le principesse assumono un ruolo più autonomo. Chi cerca invece la semplicità inquietante e la magia del classico del 1937 potrebbe trovarla più levigata e meno memorabile.
La vera novità è il modo in cui Grimilde perde il potere
La scelta più significativa non sta soltanto nell’aver affidato la Regina Cattiva a Gal Gadot, ma nell’aver trasformato lo scontro finale in un confronto tra due modelli opposti di autorità. Grimilde vuole essere guardata e obbedita; Biancaneve conquista gli altri senza rinunciare alla gentilezza.
Per questo il ruolo resta interessante anche quando il film non lo sviluppa fino in fondo. La nuova Grimilde ricorda che una villain efficace non ha bisogno di essere soltanto crudele: deve rappresentare una tentazione, un sistema di valori o una paura riconoscibile. Qui quella paura è perdere il controllo quando il proprio aspetto non basta più a comandare.
Nel 2026 il film si può considerare soprattutto un passaggio della lunga evoluzione dei remake Disney. La presenza di Gal Gadot rende il progetto più riconoscibile, ma la domanda decisiva resta un’altra: quanto riesce una storia antica a rinnovarsi senza smarrire la propria magia?
