Capire perché un film conquista il Leone d’Oro significa guardare oltre il tappeto rosso e osservare come cambiano il cinema, i gusti delle giurie e il rapporto tra festival e pubblico. Ricostruisco i principali vincitori e film in concorso della Mostra di Venezia, dai passaggi storici più importanti fino all’edizione 2025, chiarendo anche il legame con gli Oscar.
I dati essenziali per orientarsi tra i Leoni di Venezia
- Il Leone d’Oro premia il miglior film del Concorso internazionale.
- Nel 2025 ha vinto Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch.
- Un film “candidato” è, più precisamente, in concorso: non esiste una cinquina ufficiale come agli Oscar.
- Tra i vincitori recenti figurano Joker, Roma, Nomadland e Povere creature!.
- Il premio ha cambiato nome nel dopoguerra e si chiama ufficialmente Leone d’Oro dal 1954.

Che cosa premia davvero il Leone d’Oro
Il Leone d’Oro è il riconoscimento principale assegnato dalla giuria della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia al miglior film del Concorso. Non premia necessariamente il regista, l’attore più noto o il titolo con maggiore successo commerciale. La scelta riguarda l’opera nel suo insieme, quindi regia, sceneggiatura, interpretazioni, linguaggio visivo e forza culturale.
La parola “candidati” può creare confusione. A Venezia si parla soprattutto di film selezionati o in concorso. Nel 2025 la competizione principale comprendeva 21 lungometraggi, visionati dalla giuria internazionale. Soltanto uno ha ricevuto il Leone d’Oro, mentre gli altri potevano concorrere agli altri premi ufficiali, come il Leone d’Argento, la Coppa Volpi o il Premio per la migliore sceneggiatura.
La selezione è già un riconoscimento importante. Essere scelti per il Concorso significa ottenere visibilità internazionale, recensioni, incontri con distributori e una posizione privilegiata nella stagione dei premi. Dalla mia esperienza di osservazione dei festival, però, il film più discusso non coincide sempre con quello che vince. A Venezia contano anche l’equilibrio della giuria e il momento storico in cui l’opera viene presentata.
La storia del premio tra cinema d’autore e svolte culturali
La Mostra di Venezia è nata nel 1932, ma il premio principale ha attraversato diverse fasi. Prima del dopoguerra il riconoscimento era la Coppa Mussolini, assegnata separatamente al miglior film italiano e al miglior film straniero. Nel 1947 e nel 1948 fu utilizzato il nome Gran Premio Internazionale di Venezia.
Nel 1949 il premio divenne Leone di San Marco e dal 1954 assunse la denominazione definitiva di Leone d’Oro. Il passaggio non fu soltanto linguistico. La Mostra cercava una nuova identità internazionale, più attenta alla libertà artistica e al confronto tra cinematografie diverse.
Tra i film storici premiati spiccano Rashomon di Akira Kurosawa, vincitore nel 1951, La strada di Federico Fellini nel 1954, Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni nel 1964 e La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo nel 1966. Sono titoli molto diversi, ma tutti hanno ampliato ciò che il cinema poteva raccontare e il modo in cui poteva farlo.
La storia del premio presenta anche alcune interruzioni. Tra il 1969 e il 1972 la Mostra si svolse senza assegnare riconoscimenti ufficiali, mentre nel 1973 non fu organizzata. Per questo una lista completa dei vincitori non può essere letta come una semplice sequenza annuale.
I vincitori dal 2015 al 2025
L’ultimo decennio mostra bene la varietà del Leone d’Oro. Hanno vinto film indipendenti, opere di genere, documentari, drammi sociali e grandi produzioni internazionali. La tabella permette di avere un quadro rapido, ma ogni titolo racconta anche una tendenza precisa del cinema contemporaneo.
| Anno | Film vincitore | Regista | Perché è significativo |
|---|---|---|---|
| 2015 | Desde allá | Lorenzo Vigas | Ha portato al centro una relazione ambigua e dolorosa nella Caracas contemporanea. |
| 2016 | La donna che partì | Lav Diaz | Un’opera radicale sulla libertà, costruita con tempi dilatati e forte dimensione politica. |
| 2017 | La forma dell’acqua | Guillermo del Toro | Ha dimostrato che fantasia, melodramma e cinema d’autore possono convivere. |
| 2018 | Roma | Alfonso Cuarón | Un racconto intimo e autobiografico capace di parlare anche a un pubblico globale. |
| 2019 | Joker | Todd Phillips | Il premio ha confermato la legittimità del cinema di genere dentro la competizione d’autore. |
| 2020 | Nomadland | Chloé Zhao | Unisce finzione e realismo documentario per raccontare precarietà e libertà negli Stati Uniti. |
| 2021 | La scelta di Anne | Audrey Diwan | Affronta il tema dell’aborto clandestino con uno stile diretto e fisicamente coinvolgente. |
| 2022 | All the Beauty and the Bloodshed | Laura Poitras | Un documentario sulla fotografa Nan Goldin e sulla responsabilità dell’industria farmaceutica. |
| 2023 | Povere creature! | Yorgos Lanthimos | Una fiaba grottesca sulla crescita personale, sostenuta da una potente invenzione visiva. |
| 2024 | La stanza accanto | Pedro Almodóvar | Un dramma sull’amicizia, la malattia e il diritto di scegliere il proprio congedo. |
| 2025 | Father Mother Sister Brother | Jim Jarmusch | Un’opera corale e minimalista sui legami familiari, premiata nell’82ª Mostra. |
Il dato più interessante è che il festival non ha premiato sempre il film più “facile” da vendere. La forma dell’acqua e Joker sono eccezioni importanti perché appartengono a generi molto popolari, ma hanno ricevuto il riconoscimento grazie a una precisa visione autoriale.
I film in concorso che hanno lasciato il segno
Un’analisi dei candidati al Leone d’Oro non dovrebbe limitarsi ai vincitori. Alcuni film non hanno conquistato il premio principale, ma hanno avuto un’influenza enorme sul pubblico, sulla critica o sulla successiva stagione cinematografica.
Il cinema italiano tra vittorie e riconoscimenti
Sacro GRA di Gianfranco Rosi ha vinto nel 2013, diventando il primo documentario a conquistare il Leone d’Oro. Nel 2024 Vermiglio di Maura Delpero ha ottenuto il Leone d’Argento, Gran Premio della Giuria. È un esempio utile perché dimostra che la presenza italiana a Venezia non si misura soltanto attraverso il premio principale.
Nel 2023 anche Io capitano di Matteo Garrone, pur senza vincere il Leone d’Oro, ha ricevuto il premio per la migliore regia. Il film ha poi trovato una forte risonanza internazionale grazie al racconto del viaggio migratorio visto dal punto di vista di due adolescenti senegalesi.
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Le opere che hanno anticipato gli Oscar
Venezia è spesso osservata come una delle prime tappe della stagione dei premi, ma non è una sfera di cristallo. Il festival può aumentare la visibilità di un film, non garantisce una candidatura né una vittoria agli Oscar.
Il collegamento è stato particolarmente evidente con Amleto di Laurence Olivier, La forma dell’acqua e Nomadland, tutti vincitori del Leone d’Oro e poi premiati con l’Oscar al miglior film. Roma ha invece vinto tre statuette, tra cui quella per la regia, mentre Povere creature! ha ottenuto quattro Oscar in categorie tecniche e interpretative.
La distinzione è importante. Un titolo può essere in concorso a Venezia, candidato alla selezione del proprio Paese per l’Oscar al miglior film internazionale e poi entrare nelle candidature ufficiali dell’Academy. Sono tre passaggi diversi, con giurie, regolamenti e criteri differenti.
Come leggere il verdetto della giuria
Il Leone d’Oro non è una classifica assoluta dei film dell’anno. È il risultato di una decisione collegiale presa dopo le proiezioni ufficiali. Ogni giuria porta sensibilità diverse, e lo stesso film può essere accolto in modo opposto da critica, pubblico e professionisti.
Io guardo soprattutto tre elementi quando cerco di capire un verdetto. Il primo è la coerenza formale, cioè la capacità del film di usare immagini, suoni e ritmo in modo consapevole. Il secondo è il rischio artistico. Il terzo è ciò che resta dopo la proiezione, perché un film premiato spesso continua a generare discussioni anche quando l’entusiasmo iniziale si è spento.
Un errore comune consiste nel confondere il Leone d’Oro con il premio del pubblico. La giuria valuta il film secondo criteri artistici e cinematografici, mentre i riconoscimenti collaterali o le classifiche della critica rispondono a logiche diverse. Per questo un’opera può vincere il premio principale senza essere la più amata dagli spettatori del Lido.
Che cosa aspettarsi dall’edizione 2026
Al momento, l’ultima edizione conclusa è quella del 2025, vinta da Father Mother Sister Brother. La 83ª Mostra è prevista dal 2 al 12 settembre 2026, quindi non è corretto inserire già un vincitore o presentare come definitive eventuali previsioni sui candidati.
La selezione ufficiale, le giurie e i film in concorso saranno il riferimento per capire quali opere potranno aspirare al Leone d’Oro. Fino al verdetto finale, le recensioni e i pronostici restano indicatori utili, ma non sostituiscono la decisione della giuria.
La panoramica sui vincitori e sui candidati al Leone d’Oro mostra una costante interessante. Venezia premia spesso film capaci di unire una forte identità personale a una domanda universale, sia essa legata alla famiglia, alla politica, al corpo, alla memoria o al desiderio di libertà. È proprio questa combinazione, più della notorietà del regista o del budget, che rende un film davvero memorabile.
