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The Great, la satira su Caterina la Grande da riscoprire

Marieva Colombo • 15 ottobre 2026
La protagonista di una grande serie, con un ragno rosa e decorazioni barocche.

Indice

Una corte russa piena di intrighi, un matrimonio imposto e una giovane donna decisa a cambiare le regole: The Great racconta l’ascesa di Caterina la Grande con umorismo nero, dialoghi moderni e una libertà storica dichiarata. Qui chiarisco trama, cast, stagioni, rapporto con la storia reale e motivi per cui la serie merita ancora attenzione nel 2026.

Una satira storica brillante, irriverente e volutamente infedele

  • Genere: dramedy storica con elementi satirici e grotteschi.
  • Protagonisti: Elle Fanning interpreta Caterina, Nicholas Hoult è Pietro III.
  • Struttura: 3 stagioni e 30 episodi complessivi.
  • Stile: costumi d’epoca e linguaggio contemporaneo convivono senza cercare realismo assoluto.
  • Stato: la terza stagione è il capitolo conclusivo e non è prevista una quarta stagione.

La protagonista de la gran serie, con un vestito rosa acceso, siede pensierosa su una scalinata.

Che cos’è davvero The Great

The Great è una serie televisiva satirica creata da Tony McNamara, già sceneggiatore de La favorita. La storia segue Caterina, giovane principessa tedesca mandata in Russia per sposare l’imperatore Pietro III, un uomo capriccioso, crudele e completamente inadatto al potere.

Il punto di partenza è storico, ma il racconto prende subito una direzione autonoma. La serie mescola commedia nera, dramma politico e melodramma, trasformando la corte imperiale in un’arena assurda dove sesso, violenza, ambizione e diplomazia si intrecciano continuamente.

La definizione più corretta è quella usata dalla produzione stessa: una storia “occasionalmente vera”. Non bisogna quindi aspettarsi una biografia tradizionale di Caterina la Grande. Io la considero soprattutto una satira sul potere, capace di usare il passato per parlare di autoritarismo, propaganda, misoginia e trasformazione sociale.

La trama segue la conquista del potere

All’inizio Caterina è una ragazza colta e idealista, convinta di entrare in una corte raffinata. La realtà che trova è molto diversa. Pietro governa in modo arbitrario, circondato da nobili opportunisti, soldati fedeli per convenienza e una burocrazia incapace di correggere i suoi eccessi.

La protagonista capisce rapidamente che il matrimonio non sarà una semplice infelicità privata. È anche la sua unica porta d’accesso alla politica. Per questo comincia a costruire alleanze con persone molto diverse tra loro, tra cui Orlo, Marial e il generale Velementov.

La trama ruota intorno a un progetto preciso: rovesciare Pietro e introdurre un’idea più moderna di governo. Caterina parla di istruzione, scienza, diritti e riforme, ma deve imparare che le buone intenzioni non bastano quando ogni decisione può provocare una guerra o un tradimento.

La serie evita di trasformarla in un’eroina perfetta. Caterina è intelligente e lungimirante, ma può essere anche manipolatrice, impulsiva e spietata. Questa ambiguità rende il personaggio più interessante di una semplice icona femminista in costume.

Quanto è fedele alla storia russa

La risposta breve è: solo nei punti essenziali. Caterina arrivò davvero in Russia per un matrimonio dinastico, entrò in conflitto con Pietro III e salì al potere dopo un colpo di Stato nel 1762. Anche la sua reputazione di sovrana riformatrice e il ruolo delle relazioni personali appartengono alla storia documentata.

Molti dettagli, però, sono inventati o spostati nel tempo per ottenere un effetto comico e drammatico. La serie non cerca di ricostruire con precisione gli usi della corte russa, né di rispettare sempre l’età, la cronologia o il destino dei personaggi.

Elemento Nella serie Nella storia reale
Origini di Caterina Una giovane principessa tedesca arriva in Russia per sposarsi. È l’impostazione storica di base.
Rapporto con Pietro Un matrimonio tossico, assurdo e pieno di attrazione imprevedibile. Il rapporto fu difficile, ma i dettagli restano discussi dagli storici.
Colpo di Stato Un complotto corale costruito tra esitazioni e tradimenti. Caterina prese il potere nel 1762 con il sostegno di ambienti militari e nobiliari.
Personaggi secondari Spesso hanno funzioni comiche o simboliche. Alcuni sono realmente esistiti, altri sono fortemente romanzati.

Il mio consiglio è semplice: guardarla come una reinterpretazione teatrale della storia, non come una lezione sull’Impero russo. Chi cerca precisione accademica potrebbe irritarsi; chi accetta il gioco trova una serie molto più libera e intelligente di tante produzioni storiche apparentemente realistiche.

Il cast dà ritmo a una corte fuori controllo

Elle Fanning è il centro della serie

Elle Fanning interpreta Caterina con una combinazione efficace di vulnerabilità, ironia e ambizione. Il cambiamento del personaggio è graduale: all’inizio reagisce agli eventi, mentre più avanti impara a creare gli eventi a proprio vantaggio.

La sua prova funziona soprattutto nei momenti in cui Caterina deve scegliere tra ideali e sopravvivenza politica. Non è una protagonista sempre simpatica, ma proprio questa imperfezione impedisce alla storia di diventare prevedibile.

Nicholas Hoult trasforma Pietro in un tiranno magnetico

Nicholas Hoult interpreta Pietro III come un sovrano vanitoso, infantile e pericoloso, ma non completamente privo di sensibilità. Il personaggio passa dal ruolo di antagonista caricaturale a quello di figura più complessa, capace di sorprendere anche quando sembra impossibile provare empatia per lui.

La dinamica tra i due protagonisti è il motore emotivo della serie. Il loro rapporto non viene presentato come una storia romantica convenzionale, bensì come una relazione di potere fatta di dipendenza, competizione, desiderio e paura.

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Gli altri personaggi evitano la monotonia

Phoebe Fox nei panni di Marial porta nella corte una dose di cinismo e pragmatismo. Sacha Dhawan interpreta Orlo, intellettuale idealista che cerca di dare una struttura politica alle idee di Caterina. Adam Godley, con l’arcivescovo Archie, aggiunge una vena surreale e spesso imprevedibile.

Il cast corale è importante perché impedisce alla serie di ridursi a un duello tra Caterina e Pietro. Ogni alleato ha interessi propri, e questo rende fragile ogni accordo politico.

Quante stagioni ci sono e in quale ordine guardarle

La serie è composta da tre stagioni da dieci episodi. La scheda ufficiale di Hulu conferma il totale di 30 episodi, mentre in Italia la disponibilità può variare tra abbonamenti e acquisto digitale.

Stagione Focus principale Perché guardarla
Prima L’arrivo di Caterina, il matrimonio e la nascita del complotto. Presenta il tono satirico e la trasformazione della protagonista.
Seconda La gestione del potere dopo il cambiamento politico. Mostra quanto sia difficile governare dopo aver conquistato il trono.
Terza Le conseguenze personali e politiche delle scelte di Caterina. Chiude l’arco narrativo con un tono più maturo e malinconico.

L’ordine corretto è quello di uscita, senza saltare episodi. La seconda stagione amplia il mondo della corte, mentre la terza porta la storia verso una conclusione più concentrata sul costo umano del potere. Nel 2026 non risultano piani concreti per una quarta stagione, quindi il percorso narrativo va considerato concluso.

Per chi vale la pena guardarla

La consiglio a chi ama le serie in costume ma non pretende che ogni dettaglio sia filologicamente corretto. È adatta anche a chi apprezza produzioni come La favorita, purché sia disposto ad accettare un tono ancora più esplicito, volgare e surreale.

  • Da scegliere se piacciono satira politica, personaggi ambigui e dialoghi taglienti.
  • Da evitare se si cerca una ricostruzione storica rigorosa o una narrazione romantica tradizionale.
  • Da vedere con attenzione se il tema della violenza a corte può risultare pesante, perché alcune scene sono volutamente crude.

La parte più riuscita, a mio avviso, non è l’estetica degli abiti né l’effetto provocatorio delle battute. È il modo in cui la serie mostra che cambiare un sistema dall’interno richiede compromessi, alleati discutibili e una dose notevole di spietatezza.

Il modo migliore per avvicinarsi alla storia di Caterina

Se si vuole approfondire la figura reale dopo la visione, conviene partire da una biografia storica o da un documentario, non usare la serie come unica fonte. La produzione offre una versione brillante e personale di Caterina, ma lascia fuori molte questioni centrali del suo lungo regno.

Guardata per quello che è, resta una delle satire storiche televisive più originali degli ultimi anni. Tre stagioni bastano per completare il viaggio, ma il contrasto tra fatti reali e invenzione può diventare il punto di partenza ideale per scoprire meglio la storia russa del Settecento.

Domande frequenti

The Great è composta da 3 stagioni da 10 episodi ciascuna, per un totale di 30 episodi. La terza stagione conclude l’arco narrativo e non è prevista una quarta stagione.

La serie mantiene i punti essenziali: Caterina arrivò in Russia per un matrimonio dinastico, entrò in conflitto con Pietro III e prese il potere nel 1762. Cronologia, età, personaggi e numerosi dettagli sono però inventati o modificati per sostenere la satira.

Il loro legame non è una storia romantica tradizionale, ma una relazione segnata da potere, dipendenza, competizione, desiderio e paura. Pietro resta un sovrano crudele e infantile, mentre Caterina diventa progressivamente più ambiziosa e spietata.

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Autor Marieva Colombo
Marieva Colombo
Mi chiamo Marieva Colombo e ho accumulato sette anni di esperienza nel campo dell'arte, della cultura, dello spettacolo e dell'innovazione. La mia passione per questi temi è nata fin da giovane, quando ho iniziato a esplorare le varie forme di espressione artistica e a comprendere il loro impatto sulla società. Mi piace scrivere di ciò che accade nel mondo contemporaneo, cercando di analizzare le tendenze emergenti e di semplificare argomenti complessi per renderli accessibili a tutti. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire informazioni utili, accurate e aggiornate, verificando sempre le fonti e confrontando le diverse prospettive. Credo che sia fondamentale organizzare la conoscenza in modo chiaro, per aiutare i lettori a orientarsi in un panorama culturale in continua evoluzione. Condivido le mie riflessioni e scoperte con l'intento di stimolare il dialogo e la curiosità, contribuendo così a una maggiore comprensione delle dinamiche che ci circondano.

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